« 36th Chamber of Shaolin
di Lau Kar-Leung
con Gordon Liu, Wang Yu, Lo Lieh
Hong Kong 1978
Non starò qui a dilungarmi sulla figura di Lau Kar-Leung (aka Liu Chia-Liang), uno dei più grandi coreografi d’arti marziali di sempre, colui che seppe resuscitare il genere kung fu dopo la crisi degli anni ’70 causata dalla morte di Bruce Lee, inventando anche alcuni filoni nuovi, come quello dedicato ai monaci Shaolin. In caso voleste saperne di più, quest’uomo gli ha dedicato una tesi. Neanche di “36th Chamber of Shaolin” varrebbe la pena di parlare: il film è un monumento sacro, circondato da un alone quasi mitico, e molti più esperti di me ne hanno già sviscerato ogni minimo dettaglio. È proprio vero che le parti più riuscite del film sono quelle in cui la storia s’interrompe per lasciar posto all’addestramento fisico e spirituale che il protagonista compie attraverso le 35 camere. Quando la dimensione narrativa evapora e ci si concentra solo sul kung fu nudo e crudo il film di Lau Kar-Leung finisce per diventare formalista e astratto. Una dichiarazione d’intenti che traspare fin dai titoli di testa: Gordon Lui, da solo, sotto la pioggia, che si offre edonisticamente in tutto il suo talento. È evidente come a Lau Kar-Leung interessi solo la bellezza plastica del combattimento; tutto il resto è accessorio. Plasticità e ritmo sono esaltati dall’accuratissima composizione dell’inquadratura (che si avvale spesso dello zoom per ritagliare lo spazio e patemizzare l’azione) e dal religioso rispetto per il pianosequenza durante i duelli.
Ma forse l’aspetto più sbalorditivo di “36th Chamber of Shaolin” è la sua musicalità. La scansione ritmica della lotta è anche (e direi soprattutto) sonora: lo scrosciare dell’acqua, lo sfrigolio delle lame, il rintocco delle campane, il cozzare del bastone seguono a tempo le danze marziali di Gordon Liu. Non c’è da stupirsi dunque che questi film abbiano dato origine ad un vero e proprio genere di musica rap (rimandiamo sempre al Dr. Murda per un approfondimento in materia).
Il film pullula di star delle arti marziali: oltre a Gordon Lui sono quantomeno da citare il “Chinese boxer” Wang Yu e il cattivone Lo Lieh.
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3 comments a “36th Chamber of Shaolin”
non sono sicuro, si dovrebbe verificare su imdb, ma credo che wang yu non sia jimmy yu wang, ma appunto un attore che gli somigliava vagamante (e che era anche più bravo nelle arti marziali e più simpatico) che venne preso a lavorare alla shaw quando Jimmy Yu Wang andò alla golden harvest.
i combattimenti sono meno in longtake di quanto sembri
bella murda!
Su Wang Yu è proprio come dici tu. Incredibile!
Ciaoo Rob
ola rob se già non lo sai tutti i sabati su rai4 2240 documentario a puntate con liu chia liang gordon liu e tanti altri. L’ultima puntata, ètutta su Liang e Gordon che si raccontano. ciao.