2LDK »
Due giovani attrici che condividono lo stesso appartamento (2LDK = due stanze, soggiorno, sala da pranzo e cucina), rivali nel lavoro e nell’amore, si picchiano senza esclusione di colpi in un’escalation parossistica fino al (prevedibile) finale. Angel Dust »
di Sogo Ishii
con Kaho Minami, Takashi Kamatsu, Etsushi Tokoyama
Giappone 1994
Il secondo film scelto per il cineforum dei cinebloggers non è stato una rivelazione folgorante come “The face of another”, ma si tratta comunque di un’opera insolita e visionaria, perfettamente in linea con il tono di queste serate.
Pur non apprezzando particolarmente il filone “serial killer + lavaggio del cervello”, Ishii è riuscito a comporre un quadro inquietante, giocando con uno stile rarefatto, che procede per sottrazioni, fuoricampo ed ellissi, ovvero esattamente l’opposto di produzioni come “Electric Dragon 80.000 V”. È vero, c’è qualche lentezza di troppo e qualche passaggio che non convince del tutto. Difetti che però vengono perdonati non appena si ritorna con la mente alla bellezza delle sequenze delle aggressioni in metropolitana. E considerando anche che ha verosimilmente ispirato thriller successivi come “Hypnosis”.
The Face of Another »
Il primo circolo cinéfile dei cinebloggers non poteva iniziare meglio. Grazie alle risorse nipponiche del Checco l’altra sera era di scena “The Face of Another” di Hiroshi Teshigahara. Qualcuno dovrebbe decidersi a riscoprire questo talento visionario (in anticipo di trent’anni su tutti) e magari dedicargli una retrospettiva completa (la sua filmografia non è poi così sterminata). Un horror metafisico sul concetto di identità e delle norme sociali che essa impone, girato con stile sperimentale al limite del delirio onirico. Uno scienziato pazzo che crea una nuova faccia a un uomo dal viso deturpato, perché possa sedurre la sua stessa moglie. Pub bavaresi a Tokyo e soprattutto un walzer che somiglia maledettamente a “Cries and whispers” di Old boy.
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